DIARIO DI VIAGGIO GIORNO 6 e 7: #VENEZIA

Ci Siamo lasciati con il nostro primo giorno a Venezia cercando Di lasciarvi un bel ricordo. Ci sembra utile, visto il motivo per la quale è nato questo blog, cercare Di identificare le 10 cose da fare in questa città per partire soddisfatti e carichi Di emezioni:

  1. Prendere uno spritz al caffè Florian

  
2. Passare al Hard Rock caffè per compare la mitica maglia   

  
Mangiare da Lucio Bisutto e sentire in diretta le sue canzoni; Visitare il teatro la Fenice

Fare un giro in gondola Organizzare il giro delle isole  Torcello, Burano e Murano   

   Mangiare il Baccalà mantecato in una trattoria antica  Assaporare il romanticismo della città  Prendere un thé a Palazzo Paruta per fare un tuffo nel passato   

   Sicuramente queste non saranno le uniche visa da fare, ma lasceranno il segno.
Stefania SAlvatore 

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CAPODANNO AD ALGHERO: #trivago consacra la città catalana.

La scommessa iniziata 20 anni fa rimane sempre vincente, ebbene sì da quando si é voluto credere che portare il capodanno in piazza ad Alghero sarebbe stato un successo, alla stregua di grandi città come: Londra, Parigi e Barcellona, sono già passati tutti questi anni e il risultato é stato una continua crescita.

Crescita nella programmazione, nella promozione e nella somministrazione di servizi. Ad oggi infatti, oltre al vasto programma che ricopre circa un mese di eventi, abbiamo una grande filiera di artigiani pronti a lanciare le eccellenze del nostro territorio. 

Dobbiamo anche sottolineare che oltre alla bravura degli organizzatori il 90% del successo di questa città, arriva da essa stessa. Si la natura ē stata molto generosa con questo borgo di pescatori che con la sua storia e originalità si sta facendo conoscere in tutto il mondo e si sta distinguendo per le sue caratteristiche uniche e originali che la contraddistinguono dal resto dell’isola.

Sarà che con tutte le dominazioni che ha subito alla fine questa città ha saputo creare un carattere tutto suo, fiero e nello stesso tempo ambiguo, una città viva  tutto l’anno che in base alle esigenze, esprime il suo lato migliore. Alghero é perfetta a chi ama il mare, l’enogastronomia, la cultura, la storia, lo sport e le atmosfere romatiche, ma da anni lascia il segno per i suoi eventi musicali di fine anno.

  
Insomma se non vi ho convinto con queste righe, provate a leggere il calendario:

  1. Si parte dal giorno dell’Immacolata, 8 dicembre. Con l’inaugurazione del Museo della Città, dove verranno esposti i reperti più preziosi del patrimonio archeologico del territorio di Alghero e con l’accensione del tradizionale albero di luci in Piazza Porta Terra;
  2. 11, 12 e 13 dicembre Corrals Oliena e Orgosolo, aprono la festa enogastronomica  con i  mercati artigianali, prodotti tipici e folklore. Il gruppo tenores “Supramonte” il gruppo di ballo “Antonia Mesina”, le corali di Oliena, pane, olio, liquori, vino;
  3. Dal 8 dicembre al 26 le Botteghe artigianali di Piazza Pino Piras saranno aperte tutti i giorni per dare spazio al mercato artigiano di qualità L’AlberoArtico animato da laboratori, performance artistiche ed installazioni di urban art;
  4. La notte del 31 una festa di luci, una festa di musica, una festa di piazza. La città di Alghero accoglie il 2016 a partire dalle 22:00 che precede il countdown della mezzanotte quando le luci colorate dei fuochi d’artificio danno il benvenuto al nuovo anno. Ad infiammare l’inizio del 2016, #Elio e le Storie Tese, che ritornano in Riviera del Corallo con il loro rock energico ed ironico.

Se ora vi ho convinto seguitemi nel prossimo articolo dove vi consiglierò: dove mangiare, dove dormire e cosa non perdere per salutare il 2015 e dare spazio al nuovo anno.

Stefania Salvatore

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DIARIO DI VIAGGIO GIORNO 5: #VENEZIA

La tappa più importante di tutta la vacanza e anche quella concentrata in più giorni, infatti se pur questa volta abbiamo deciso di girare il Veneto, non potevamo non  dare maggiore importanza a questa città.

VENEZIA………provare a definire questa città in poche parole non é facile ma ci provo: arte, cultura, religione e romanticismo. Da queste posso prendere spunto per sintetizzare cosa si prova passeggiando in questa città.

ARTE, CULTURA E RELIGIONE: partendo da Piazza San Marco

Già Napoleone definì la Piazza San Marco il più bel salotto di ricevimento d´Europa, visto che in passato la maggior parte dei visitatori entrò a Venezia dalla parte della Piazza San Marco, a due passi dall’approdo delle navi. L´ambiente di questa sontuosa piazza è indescrivibilmente stupendo. Al suo centro, circondato da edifici magnifici e pieni di storia come la Basilica di San Marco, il Palazzo Ducale e le Procuratie, si erge l´imponente Campanile. La storia della Piazza San Marco è molto lunga. In origine la piazza fu attraversata da un canale ed era una zona destinata alle coltivazioni. Nel 1174 il canale venne interrato e nel 1267 la piazza fu infine pavimentata con mattoni. Da quel momento in poi costituì il centro religioso, politico e sociale di Venezia. Le linee di marmo bianco attraverso la piazza risalgono al XVIII secolo ed indicarono le posizioni delle bancarelle del mercato settimanale. Oggi la Piazza San Marco è sia un salotto di ricevimento sia un attrazione clou di Venezia. La maggior parte dei visitatori di Venezia inizia o finisce qui il proprio soggiorno nella città della laguna e si gode un caffè in uno dei tanti storici locali.    

  
 La Basilica di San Marco, è un monumento unico per la ricchezza della sua storia, la maestosità della sua facciata e del suo interno, splendido laboratorio in cui hanno operato per secoli grandi artisti italiani ed europei. Il carattere bizantino che la caratterizza appare soprattutto nei grandi mosaici che narrano le storie di San Marco, ma anche gli episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento. La grandezza di Venezia si é sempre riflessa nell’arricchimento della Basilica: i veneziani l’hanno abbellita nel corso dei secoli portando dai luoghi più remoti manufatti preziosi ed opere d’arte, creando un monumento di grande compattezza. La luce soffusa che entra in Basilica dall’alto sembra dividere il mondo terreno da quello soprannaturale splendente nelle volte per i suoi dorati mosaici. Oggi purtroppo, dato l’enorme numero di visitatori, è possibile visitare solo in parte questo gioiello universale: questo sito ne permette una conoscenza completa e svela i significati religiosi che non sono immediatamente percepibili dal visitatore. 

  
Sin dal popolamento delle isole intorno a Rivus Altus (Rialto), il Palazzo Ducale fu il centro di potere di Venezia. Già nel 814 fu realizzata la prima costruzione in legno del palazzo con numerose torri di avvistamento. Poco dopo fu costruita la prima Basilica di San Marco, la cappella palatina privata del doge. Nel XII secolo la fortezza del doge fu infine sostituita da un edificio di rappresentazione in stile bizantino con arcate e logge. Nel XIV secolo i membri del Consiglio diventarono così numerosi, che mancò lo spazio nel Palazzo Ducale, motivo per cui si decise di realizzare una nuova costruzione. Il Palazzo Ducale consiste principalmente di tre ali: l´ala meridionale, rivolta verso la laguna, l´ala occidentale, rivolta verso la piazza e l´ala orientale con il Ponte dei Sospiri, affacciata sul canale. La parte settentrionale del Palazzo Ducale è limitata dalla Basilica di San Marco. La facciata esterna si sviluppa su due livelli e consiste di loggiati a colonnine ed archi ogivali traforati, sovrastati da un corpo a marmi intarsiati bianco-rosa con grandi finestroni ogivali sulla facciata meridionale ed occidentale, che viene interrotto da un balcone. 

L´ala meridionale e la facciata meridionale costituiscono la parte più antica del Palazzo Ducale e furono decisive da un punto di vista architettonico per l´ulteriore ampliamento. Agli angoli troverete delle statue sul tetto e sopra il balcone. Risalgono al XIV secolo e raffigurano il leone di San Marco, Giustizia con la spada, gli arcangeli Raffaele e Michele con Tobiolo, Noè così come Adamo ed Eva. La Porta della Carta, in stile gotico costituisce l´anello di collegamento tra il Palazzo Ducale e la Basilica di San Marco – l´ingresso per la visita del Palazzo, però, si trova nella parte meridionale. All´interno del Palazzo Ducale si trovano, a parte gli appartamenti privati del doge, sale delle riunioni, aule di rappresentanza, camere di tortura ed il carcere; era infatti il centro di potere della repubblica e diede spazio a tutte le faccende di stato. Dopo un incendio nel XVI secolo, le sontuose sale furono nuovamente decorate. Furono ovviamente illustri artisti veneziani come Tintoretto, Tiziano e Paolo Veronese che parteciparono alla decorazione delle sale. Dopo aver preso le scale a destra dall´ingresso, vedrete la cosiddetta “Bocca di Leone”, utilizzata un tempo per inserire nel foro della bocca denunce e lettere private. Alla fine della vostra visita nel Palazzo Ducale raggiungerete il carcere. Poiché le Prigioni Vecchie diventarono troppo piccole, si costruirono le Prigioni Nuove nel XVI secolo, situate nella parte orientale del palazzo. Le prigioni erano collegate sin dal 1603 tramite il Ponte dei Sospiri, rimasto conosciutissimo fino ai nostri giorni. Il nome gli fu conferito durante il periodo del Rinascimento. L´idea, che qui i prigionieri potessero dare un´ultima occhiata alla laguna grazie alle piccole finestrine, ispirò l´invenzione del nome. Nel 1755 a Casanova riuscì in una spettacolare evasione dal carcere, grazie all´aiuto di un monaco. CONSIGLIO: è possibile assistere ad un percorso molto particolare attraverso il Palazzo Ducale, il percorso degli “itinerari segreti”, solo su prenotazione con almeno due giorni di anticipo (min. persone: 2). Durante questo tour di circa 1 ½ ore, potrete scoprire il palazzo seguendo le vie ed i corridoi segreti della polizia statale veneziana, che usò un´impressionante sistema di itinerari segreti tra le mura del Palazzo Ducale.

  
  
Come già anticipato solo per visitare queste due attrazioni è trascorsa una giornata e carichi di emozioni facciamo rientro in albergo con la scaletta pronta per i giorni successivi:

  1. Prendere uno spritz al caffè Florian;
  2. Passare al Hard Rock caffè per compare la mitica maglia;
  3. Mangiare da Lucio Bisutto e sentire in diretta le sue canzoni;
  4. Visitare il teatro la Fenice;
  5. Fare un giro in gondola;
  6. Organizzare il giro delle isole: Torcello, Burano e Murano;
  7. Mangiare il Baccalà mantecato in una trattoria antica;
  8. Fare un selfie con un turista;
  9. Assaporare il romanticismo della città e
  10. Prendere un thé a Palazzo Paruta per fare un tuffo nel passato.

Non potete che leggere il prossimo articolo che sarà lo sviluppo delle 10 cose da fare a Venezia prima di rientrare a casa.

Stefania Salvatore

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DIARIO DI VIAGGIO GIORNO 4: GARDALAND E VERONA

Avevo solo 9 anni quando vidi per la prima volta questo fantastico Parco dei divertimenti, i miei genitori mi avevano voluto premiare, e io da quel giorno iniziai a credere che i sogni esistevano. Per un bambino della Sardegna che per la prima volta vedeva tutto quel ben di Dio era veramente tanto!  
Eccoci di nuovo nella magia più pura e questa volta per far vivere le stesse emozioni a mio figlio Riccardo di 4 anni, credete ci sia riuscita? Penso proprio di sì………

Alle 10:30 riusciamo a varcare la soglia del Parco e troviamo uno scenario unico e indimenticabile……….tutto abbondantemente addobbato a festa per “Halloween Party”.

Prendiamo la cartina del parco e decidiamo da quale parte iniziare, pianifichiamo tutta la giornata….mio figlio impazzito vaga per tutti gli ingressi ai giochi, cercando di non perdere nemmeno un minuto: giostre dei cavalli, trenino, prezzemolo land, K2, Rio bravo ecc……. Mentre tengo lui per mano mi rendo conto che sono passati 25 anni dalla mia visita, ma molte cose sono rimaste tali e quali, le tazze roteanti, Ramses, le montagne russe e tutta la vecchia aerea è rimasta invariate, il nuovo si è sviluppato intorno alla parte esistente. Quindi la mia sorpresa più grande è stata rivivere tutte quelle emozioni e farlo con mio figlio è mio marito.

Non parliamo ovviamente di dove mangiare, visto che in ogni settore avete a disposizione un ristorante a tema: che siate amanti della carne arrosto, oppure dei mega hamburger, sarete accontentati. Durante tutta la giornata spazio a: frutta caramellata, crêpes, pop corn e waffel!

Alle 18:00 la parata finale dei saluti con la banda musicale, prezzemolo e tutti i mostri che ci hanno fatto compagnia durante tutto il giorno…..perciò raccogliamo tutta la felicità e le emozioni, ci diamo appuntamento per il prossimo anno e ci dirigiamo a cena nella fantastica Verona!

Non perdete il mio articolo di domani dove avrò l’onore di intervistare un grande General Manager Veneziano che da 25 anni si occupa di hotel e turismo, per me un maestro è una grande fonte di ispirazione.
   
 

   

 

DIARIO DI VIAGGIO GIORNO 3: PADOVA

Oggi vi portò in giro per Padova, la città del Santo senza nome, il Prato senza erba, il caffè senza porte.Siete in grado Di rispondere a questo enigma??

Il santo senza nome: Vi spiego per I padovani andare alla basilica Di sant’antonio vuol dire andare “Al Santo” non viene nominato perché scontato.

Il Prato senza erba perche il  “Prato Della Valle” è la seconda piazza piu grande d’europa, e come potete immagginare nonostante il nome Di Prato non se ne vede, è una maestosa piazza che riporta indietro nel tempo.

Il caffè senza porte: perche il caffè storico denominato “Petrocchi” rimaneva aperto 24 ore Su 24 senza chiudere mai, era ed è tutto ora il salotto padovano.

Padova è città ricca di cultura che merita di essere visita per ricordarci quanto i nostri beni siano unici. Dove vi porto ancora?? Sicuramente alla Capella degli Scrovegni!

Un luogo magico. ……….Prima di entrare nella cappella vera e propria si ascolta una registrazione di poco più di 10 minuti che spiega cosa si andrà a vedere. Il resto è inspiegabile, va visto e conservato nella mente e negli occhi.

Una città viva! Dove le associazioni culturali, prevalentemente giovanili partecipano appiano per l’animazione costante, talvolta invocando canti storici, talvolta esprimendo semplicemente la loro creatività.

Continuate a seguirmi in questo giro nel Veneto……..prossima tappa Gardaland e quindi Verona

Stefania Salvatore 

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DIARIO DI VIAGGIO GIORNO 2: MESTRE

Non mi piace annoiare i lettori con cenni storici, ma questa città, sconosciuta per molti ha bisogno di una piccola introduzione:

Per risalire alla struttura della città, ci si può avvalere di un numero abbastanza modesto di documenti che attestano in particolare: l’esistenza di un primitivo castello nell’area oggi occupata dall’ospedale, la formazione della città murata fondata dai trevigiani attorno al XIII secolo e completata dai veneziani nel XV, in un luogo prossimo ma inspiegabilmente discosto da quello in cui era sorto Castelvecchio.Possiamo ritenere che Mestre abbia cominciato a maturare una coerenza urbana complessiva a partire dalla seconda metà del Trecento quando il dominio veneziano, subentrato a quello trevigiano, garantì condizioni di sicurezza e di prosperità tali da incoraggiare consistenti espansioni. Quel che resta del centro storico di Mestre, è un insieme frammentato di parti che via via hanno perso l’organica necessità da cui avevano tratto origine. Ora ben visibili e apprezzabili grazie ad un recente intervento. Questa città in epoca medioevale, era la più frequentata dai Veneziani in terra ferma. La loro impronta è molto visibile da tanti aspetti: architettonico, culturale e linguistico.
Ci sediamo a prendere un caffè in Piazza Ferretto, un tempo chiamata Piazza Umberto I, il salotto della città dove notiamo che rigore e pulizia sono la chiave per conservarne lo splendore.
I vari locali si ispirano molto allo stile veneziano: banchi di pesce fresco, musica dal vivo e l’immancabile appuntamento all’ora dell’aperitivo.
Una novità del momento che posso consigliarvi “Ugo”……ebbene si: il vecchio e intrammontabile “spritz” sta facendo largo a questo nuovo aperitivo, vi consiglio di provarlo!
Ciao a tutti e continuate a seguirmi!
domani Padova…..
Stefania Salvatore
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DIARIO DI VIAGGIO GIORNO 1: L’ATTESA

Sappiamo benissimo che ogni volta che ci accingiamo ad organizzare le nostre vacanze “l’attesa” è la componente prevalente nel nostro viaggio: l’attesa del fatidico giorno che ci separa dall’acquisto dei biglietti al loro utilizzo, l’attesa in aeroporto per prendere il nostro volo, l’attesa nella stazione ferroviaria per prendere il nostro treno e, perché no, l’attesa alla reception per prendere possesso nella nostra camera oppure, se siamo partiti per un viaggio culturale, l’attesa per accedere ai musei.

Insomma ciò che normalmente è una grossa seccatura, in vacanza diventa una opportunità……..certo…… nell’attesa occupiamo il nostro tempo a fare ciò che ci rilassa e che più ci piace: ascoltiamo musica, leggiamo un libro, guardiamo un film o più semplicemente chiacchieriamo con il nostro compagno di viaggi, banalmente ci godiamo l’attesa!

Per quanto riguarda la musica, non penso di esservi di grande aiuto perché in vacanza amo ascoltare musica classica, visto che mio figlio, stupito da tutto ciò che di nuovo lo circonda, non mi chiede le sue canzoni preferite e passa tutto il tempo a fare domande che suscitano la sua curiosità. Lui ormai è un viaggiatore d’hoc aveva solo 8 mesi quando ha preso l’aereo la prima volta e oramai viaggiare è diventata la sua più grande aspirazione. Vive con noi tutta la fase di organizzazione e pianificazione e ci dà molte soddisfazioni nelle scelte che facciamo. Il suo stupore, la sua felicità e le sue emozioni, sono per noi il più grosso bagaglio di esperienze. Se posso darvi un consiglio cari lettori, investite nei viaggi e coinvolgete i vostri figli, da grandi ve ne saranno grati.

Torniamo a noi cosa vi consiglio di leggere? ebbene la mia ultima scoperta: Max Perkins, L’editor dei geni di A. Scott Berg ( edito in Italia da Elliot).

Maxwell Perkins era un uomo dai modi raffinati, estremamente elegante e garbato, diventato famoso soprattutto come colui che diceva a gente come Ernest Hemingway, Francis Scott Fitzgerald, Thomas Wolfe e molti altri “dove” e “cosa” tagliare nei loro romanzi. Durante i suoi anni alla Scribner, lo storico marchio editoriale americano, questo mite personaggio ha “riscritto” la storia della letteratura. Fu lui a scovare Fitzgerald, che prima di incontrare Perkins era un totale sconosciuto con problemi di alcol, e ad aiutarlo nella stesura dei suoi lavori, incluso “Il grande Gatsby”. Nel 1924 Fitzgerald gli ricambiò il favore presentandogli un giovane sconosciuto di belle speranze, con il pallino della pesca e delle corride, di nome Ernest Hemingway. Tra i due nacque un intenso e prolifico rapporto, un’amicizia che avrebbe dato vita a capolavori come “Fiesta”, “Addio alle armi”, “Per chi suona la campana”. Hemingway avrebbe onorato l’editor cinque anni dopo la sua morte, dedicandogli “Il vecchio e il mare”. E infine Thomas Wolfe, un “ragazzo piuttosto disorganizzato” per il quale Perkins intraprese una storica sfida con la vecchia guardia di Scribner, che nell’autore vedeva solo una fonte di problemi. Max Perkins è stato l’uomo che ha inventato il senso moderno del ruolo di editor: un professionista che interviene nell’idea, nella costruzione, nella struttura e nella stesura di un testo.

Se condividete come me la passione per i viaggi e la letteratura…..continuate a seguirmi.

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Stefania Salvatore

Il desiderio di tutti gli amanti dei gatti!

Per combattere lo stress pochi rimedi sono efficaci come accarezzare un gatto. Questa semplice verità, già nota agli amanti dei mici, è stata ufficializzata dalla scienza. Le fusa dei gatti infatti toccano particolari frequenze, note per interagire positivamente con l’organismo umano, che aiutano a ridurre lo stress, contribuendo a rilassare i nervi e attenuando la tensione muscolare.

Milano, dal 23 ottobre, sarà possibile godere dei benefici offerti dai gatti andando semplicemente al bar. Non è un locale comune, è il Crazy Cat Cafè, nato sul modello dei neko cafè, paradisi a misura di gatto molto diffusi in Giappone.

L’idea del primo neko cafè lombardo è di Alba Galtieri e Marco Centonza. “Amiamo da sempre i gatti – ha affermato Alba – durante una vacanza a Osaka abbiamo visitato un neko café e siamo rimasti molto colpiti. Abbiamo pensato che ci sarebbe piaciuto aprirne uno simile nella nostra città”.

Il locale è a misura di gatto, dotato di tiragraffi, giochi, passerelle e percorsi studiati, stanze separate per lettiere e cibo, angoli relax, e gli animali sono seguiti da una veterinaria e da una comportamentista.

“Per questi gatti il Crazy Cat Café è una seconda chance di vita – ha spiegato Alba. – Uno dei mici che abbiamo adottato, Freddie, ha perso un occhio: con la sua presenza vogliamo spiegare che tutti gli animali possono condurre una vita normale”.

Uno degli obiettivi del locale è diventare un trait d’union tra le associazioni che si occupano dell’affido dei gatti e possibili adottanti. “Abbiamo previsto uno spazio bacheca dedicato ai mici in cerca di casa – ha confermato Marco. – Speriamo che il locale possa diventare un piacevole punto di incontro tra persone e gatti, attraverso gioco e coccole”.

Per garantire il benessere dei felini e imparare a interagire con loro bisognerà rispettare alcune regole, non si potrà dar loro da mangiare, interrompere i loro momenti di riposo e fare foto con flash, gli ingressi verranno inoltre monitorati per evitare di stressare gli animali.

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Stefania Salvatore  

  

Vi state preparando per Hallowen? Che ne dite di Londra

London Record : Vestirsi da Zombie e ballare Michael Jackson!

 Avete mai pensato di vestirvi da Zombie e ballare “Thriller” di Micheal Jackson?

 Sabato 24 ottobre Covent Garden si popolerà di migliaia di Zombie che, a ritmo di musica, tenteranno di battere il record mondiale: il maggior numero di Zombie che ballano simultaneamente!

L’evento si terrà nella piazza di Covent Garden alle ore 10.00! Volete partecipare? Sono disponibili video tutorial per imparare la coreografia in anticipo…poi per il vestito sbizzarritevi!

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Stefania Salvatore

L’accoglienza e la passione prima del buon cibo

Uno stile spartano, un nome simpatico, sono solo le prime due caratteristiche che cogliamo quando varchiamo la soglia della trattoria “Dietro il carcere”.

Una volta superata il caloroso abbraccio e l’accoglienza di Gianni faranno il resto.

Non pensate di andare da lui con il problema “Mamma mia cosa voglio mangiare oggi” sarà lui con il suo stile a convincervi di fidarvi di lui e lasciar fare alla sua chef, in base alla spesa fatta al mattino e alla fantasia che arieggia in cucina in quel momento. Vi ricordate il film “La vita è bella”? con Benigni alle prese con gli ultimi clienti da servire e la cucina chiusa? con Gianni avrete la stessa franchezza di colui che vuole solo consigliarvi il meglio e farvi gustare piatti unici, ma molto legati alla nostra tradizione algherese.

Oggi lui ha scelto per me un fantastico primo composto da: linguine, pesce spada, pomodorini e bottarga e credetemi il risultato finale è veramente strepitoso.

Sono sicura che per chi decide di passare ad Alghero per lavoro o piacere non ci sia luogo migliore per entrare a contatto con il vero stile di ospitalità che solo la nostra terra sa dare, e se poi tutto questo si coniuga con una ottima qualità del cibo, viene fuori la ricetta del vostro punto di riferimento su “Dove mangiare bene ad Alghero”

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Stefania Salvatore