DIARIO DI VIAGGIO GIORNO 4: GARDALAND E VERONA

Avevo solo 9 anni quando vidi per la prima volta questo fantastico Parco dei divertimenti, i miei genitori mi avevano voluto premiare, e io da quel giorno iniziai a credere che i sogni esistevano. Per un bambino della Sardegna che per la prima volta vedeva tutto quel ben di Dio era veramente tanto!  
Eccoci di nuovo nella magia più pura e questa volta per far vivere le stesse emozioni a mio figlio Riccardo di 4 anni, credete ci sia riuscita? Penso proprio di sì………

Alle 10:30 riusciamo a varcare la soglia del Parco e troviamo uno scenario unico e indimenticabile……….tutto abbondantemente addobbato a festa per “Halloween Party”.

Prendiamo la cartina del parco e decidiamo da quale parte iniziare, pianifichiamo tutta la giornata….mio figlio impazzito vaga per tutti gli ingressi ai giochi, cercando di non perdere nemmeno un minuto: giostre dei cavalli, trenino, prezzemolo land, K2, Rio bravo ecc……. Mentre tengo lui per mano mi rendo conto che sono passati 25 anni dalla mia visita, ma molte cose sono rimaste tali e quali, le tazze roteanti, Ramses, le montagne russe e tutta la vecchia aerea è rimasta invariate, il nuovo si è sviluppato intorno alla parte esistente. Quindi la mia sorpresa più grande è stata rivivere tutte quelle emozioni e farlo con mio figlio è mio marito.

Non parliamo ovviamente di dove mangiare, visto che in ogni settore avete a disposizione un ristorante a tema: che siate amanti della carne arrosto, oppure dei mega hamburger, sarete accontentati. Durante tutta la giornata spazio a: frutta caramellata, crêpes, pop corn e waffel!

Alle 18:00 la parata finale dei saluti con la banda musicale, prezzemolo e tutti i mostri che ci hanno fatto compagnia durante tutto il giorno…..perciò raccogliamo tutta la felicità e le emozioni, ci diamo appuntamento per il prossimo anno e ci dirigiamo a cena nella fantastica Verona!

Non perdete il mio articolo di domani dove avrò l’onore di intervistare un grande General Manager Veneziano che da 25 anni si occupa di hotel e turismo, per me un maestro è una grande fonte di ispirazione.
   
 

   

 

DIARIO DI VIAGGIO GIORNO 3: PADOVA

Oggi vi portò in giro per Padova, la città del Santo senza nome, il Prato senza erba, il caffè senza porte.Siete in grado Di rispondere a questo enigma??

Il santo senza nome: Vi spiego per I padovani andare alla basilica Di sant’antonio vuol dire andare “Al Santo” non viene nominato perché scontato.

Il Prato senza erba perche il  “Prato Della Valle” è la seconda piazza piu grande d’europa, e come potete immagginare nonostante il nome Di Prato non se ne vede, è una maestosa piazza che riporta indietro nel tempo.

Il caffè senza porte: perche il caffè storico denominato “Petrocchi” rimaneva aperto 24 ore Su 24 senza chiudere mai, era ed è tutto ora il salotto padovano.

Padova è città ricca di cultura che merita di essere visita per ricordarci quanto i nostri beni siano unici. Dove vi porto ancora?? Sicuramente alla Capella degli Scrovegni!

Un luogo magico. ……….Prima di entrare nella cappella vera e propria si ascolta una registrazione di poco più di 10 minuti che spiega cosa si andrà a vedere. Il resto è inspiegabile, va visto e conservato nella mente e negli occhi.

Una città viva! Dove le associazioni culturali, prevalentemente giovanili partecipano appiano per l’animazione costante, talvolta invocando canti storici, talvolta esprimendo semplicemente la loro creatività.

Continuate a seguirmi in questo giro nel Veneto……..prossima tappa Gardaland e quindi Verona

Stefania Salvatore 

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DIARIO DI VIAGGIO GIORNO 2: MESTRE

Non mi piace annoiare i lettori con cenni storici, ma questa città, sconosciuta per molti ha bisogno di una piccola introduzione:

Per risalire alla struttura della città, ci si può avvalere di un numero abbastanza modesto di documenti che attestano in particolare: l’esistenza di un primitivo castello nell’area oggi occupata dall’ospedale, la formazione della città murata fondata dai trevigiani attorno al XIII secolo e completata dai veneziani nel XV, in un luogo prossimo ma inspiegabilmente discosto da quello in cui era sorto Castelvecchio.Possiamo ritenere che Mestre abbia cominciato a maturare una coerenza urbana complessiva a partire dalla seconda metà del Trecento quando il dominio veneziano, subentrato a quello trevigiano, garantì condizioni di sicurezza e di prosperità tali da incoraggiare consistenti espansioni. Quel che resta del centro storico di Mestre, è un insieme frammentato di parti che via via hanno perso l’organica necessità da cui avevano tratto origine. Ora ben visibili e apprezzabili grazie ad un recente intervento. Questa città in epoca medioevale, era la più frequentata dai Veneziani in terra ferma. La loro impronta è molto visibile da tanti aspetti: architettonico, culturale e linguistico.
Ci sediamo a prendere un caffè in Piazza Ferretto, un tempo chiamata Piazza Umberto I, il salotto della città dove notiamo che rigore e pulizia sono la chiave per conservarne lo splendore.
I vari locali si ispirano molto allo stile veneziano: banchi di pesce fresco, musica dal vivo e l’immancabile appuntamento all’ora dell’aperitivo.
Una novità del momento che posso consigliarvi “Ugo”……ebbene si: il vecchio e intrammontabile “spritz” sta facendo largo a questo nuovo aperitivo, vi consiglio di provarlo!
Ciao a tutti e continuate a seguirmi!
domani Padova…..
Stefania Salvatore
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DIARIO DI VIAGGIO GIORNO 1: L’ATTESA

Sappiamo benissimo che ogni volta che ci accingiamo ad organizzare le nostre vacanze “l’attesa” è la componente prevalente nel nostro viaggio: l’attesa del fatidico giorno che ci separa dall’acquisto dei biglietti al loro utilizzo, l’attesa in aeroporto per prendere il nostro volo, l’attesa nella stazione ferroviaria per prendere il nostro treno e, perché no, l’attesa alla reception per prendere possesso nella nostra camera oppure, se siamo partiti per un viaggio culturale, l’attesa per accedere ai musei.

Insomma ciò che normalmente è una grossa seccatura, in vacanza diventa una opportunità……..certo…… nell’attesa occupiamo il nostro tempo a fare ciò che ci rilassa e che più ci piace: ascoltiamo musica, leggiamo un libro, guardiamo un film o più semplicemente chiacchieriamo con il nostro compagno di viaggi, banalmente ci godiamo l’attesa!

Per quanto riguarda la musica, non penso di esservi di grande aiuto perché in vacanza amo ascoltare musica classica, visto che mio figlio, stupito da tutto ciò che di nuovo lo circonda, non mi chiede le sue canzoni preferite e passa tutto il tempo a fare domande che suscitano la sua curiosità. Lui ormai è un viaggiatore d’hoc aveva solo 8 mesi quando ha preso l’aereo la prima volta e oramai viaggiare è diventata la sua più grande aspirazione. Vive con noi tutta la fase di organizzazione e pianificazione e ci dà molte soddisfazioni nelle scelte che facciamo. Il suo stupore, la sua felicità e le sue emozioni, sono per noi il più grosso bagaglio di esperienze. Se posso darvi un consiglio cari lettori, investite nei viaggi e coinvolgete i vostri figli, da grandi ve ne saranno grati.

Torniamo a noi cosa vi consiglio di leggere? ebbene la mia ultima scoperta: Max Perkins, L’editor dei geni di A. Scott Berg ( edito in Italia da Elliot).

Maxwell Perkins era un uomo dai modi raffinati, estremamente elegante e garbato, diventato famoso soprattutto come colui che diceva a gente come Ernest Hemingway, Francis Scott Fitzgerald, Thomas Wolfe e molti altri “dove” e “cosa” tagliare nei loro romanzi. Durante i suoi anni alla Scribner, lo storico marchio editoriale americano, questo mite personaggio ha “riscritto” la storia della letteratura. Fu lui a scovare Fitzgerald, che prima di incontrare Perkins era un totale sconosciuto con problemi di alcol, e ad aiutarlo nella stesura dei suoi lavori, incluso “Il grande Gatsby”. Nel 1924 Fitzgerald gli ricambiò il favore presentandogli un giovane sconosciuto di belle speranze, con il pallino della pesca e delle corride, di nome Ernest Hemingway. Tra i due nacque un intenso e prolifico rapporto, un’amicizia che avrebbe dato vita a capolavori come “Fiesta”, “Addio alle armi”, “Per chi suona la campana”. Hemingway avrebbe onorato l’editor cinque anni dopo la sua morte, dedicandogli “Il vecchio e il mare”. E infine Thomas Wolfe, un “ragazzo piuttosto disorganizzato” per il quale Perkins intraprese una storica sfida con la vecchia guardia di Scribner, che nell’autore vedeva solo una fonte di problemi. Max Perkins è stato l’uomo che ha inventato il senso moderno del ruolo di editor: un professionista che interviene nell’idea, nella costruzione, nella struttura e nella stesura di un testo.

Se condividete come me la passione per i viaggi e la letteratura…..continuate a seguirmi.

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Stefania Salvatore

Il desiderio di tutti gli amanti dei gatti!

Per combattere lo stress pochi rimedi sono efficaci come accarezzare un gatto. Questa semplice verità, già nota agli amanti dei mici, è stata ufficializzata dalla scienza. Le fusa dei gatti infatti toccano particolari frequenze, note per interagire positivamente con l’organismo umano, che aiutano a ridurre lo stress, contribuendo a rilassare i nervi e attenuando la tensione muscolare.

Milano, dal 23 ottobre, sarà possibile godere dei benefici offerti dai gatti andando semplicemente al bar. Non è un locale comune, è il Crazy Cat Cafè, nato sul modello dei neko cafè, paradisi a misura di gatto molto diffusi in Giappone.

L’idea del primo neko cafè lombardo è di Alba Galtieri e Marco Centonza. “Amiamo da sempre i gatti – ha affermato Alba – durante una vacanza a Osaka abbiamo visitato un neko café e siamo rimasti molto colpiti. Abbiamo pensato che ci sarebbe piaciuto aprirne uno simile nella nostra città”.

Il locale è a misura di gatto, dotato di tiragraffi, giochi, passerelle e percorsi studiati, stanze separate per lettiere e cibo, angoli relax, e gli animali sono seguiti da una veterinaria e da una comportamentista.

“Per questi gatti il Crazy Cat Café è una seconda chance di vita – ha spiegato Alba. – Uno dei mici che abbiamo adottato, Freddie, ha perso un occhio: con la sua presenza vogliamo spiegare che tutti gli animali possono condurre una vita normale”.

Uno degli obiettivi del locale è diventare un trait d’union tra le associazioni che si occupano dell’affido dei gatti e possibili adottanti. “Abbiamo previsto uno spazio bacheca dedicato ai mici in cerca di casa – ha confermato Marco. – Speriamo che il locale possa diventare un piacevole punto di incontro tra persone e gatti, attraverso gioco e coccole”.

Per garantire il benessere dei felini e imparare a interagire con loro bisognerà rispettare alcune regole, non si potrà dar loro da mangiare, interrompere i loro momenti di riposo e fare foto con flash, gli ingressi verranno inoltre monitorati per evitare di stressare gli animali.

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Stefania Salvatore  

  

Vi state preparando per Hallowen? Che ne dite di Londra

London Record : Vestirsi da Zombie e ballare Michael Jackson!

 Avete mai pensato di vestirvi da Zombie e ballare “Thriller” di Micheal Jackson?

 Sabato 24 ottobre Covent Garden si popolerà di migliaia di Zombie che, a ritmo di musica, tenteranno di battere il record mondiale: il maggior numero di Zombie che ballano simultaneamente!

L’evento si terrà nella piazza di Covent Garden alle ore 10.00! Volete partecipare? Sono disponibili video tutorial per imparare la coreografia in anticipo…poi per il vestito sbizzarritevi!

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Stefania Salvatore

L’accoglienza e la passione prima del buon cibo

Uno stile spartano, un nome simpatico, sono solo le prime due caratteristiche che cogliamo quando varchiamo la soglia della trattoria “Dietro il carcere”.

Una volta superata il caloroso abbraccio e l’accoglienza di Gianni faranno il resto.

Non pensate di andare da lui con il problema “Mamma mia cosa voglio mangiare oggi” sarà lui con il suo stile a convincervi di fidarvi di lui e lasciar fare alla sua chef, in base alla spesa fatta al mattino e alla fantasia che arieggia in cucina in quel momento. Vi ricordate il film “La vita è bella”? con Benigni alle prese con gli ultimi clienti da servire e la cucina chiusa? con Gianni avrete la stessa franchezza di colui che vuole solo consigliarvi il meglio e farvi gustare piatti unici, ma molto legati alla nostra tradizione algherese.

Oggi lui ha scelto per me un fantastico primo composto da: linguine, pesce spada, pomodorini e bottarga e credetemi il risultato finale è veramente strepitoso.

Sono sicura che per chi decide di passare ad Alghero per lavoro o piacere non ci sia luogo migliore per entrare a contatto con il vero stile di ospitalità che solo la nostra terra sa dare, e se poi tutto questo si coniuga con una ottima qualità del cibo, viene fuori la ricetta del vostro punto di riferimento su “Dove mangiare bene ad Alghero”

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Stefania Salvatore