BIRRIFICIO MEDITERRANEO CARBONIA

Quando  vi dico che amo il mio lavoro mi riferisco proprio a questo…

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Francesco Spanu, titolare del birrificio, imprenditore nel settore vinicolo e nautico di Carbonia. Gentilissimo mi riceve con il mio piatto preferito, le ostriche, abbinando una birra amara che con i crudi di mare è perfetta, la Pompia Est.

Così direi che per me l’intervista diventa più animata…con questo gesto non solo si presenta, ma presenta anche il suo birrificio.

Stefania: Ciao Francesco non ti chiediamo perché il birrificio Mediterraneo porta questo nome perché è chiaro che hai voluto rievocare la geolocalizzazione della provenienza del prodotto, ma mi pare di capire che ci sia un’altra tua passione oltre alla birra artigianale?

Francesco: Sì Stefania hai ben intuito. Il mio birrificio nasce proprio dall’amore per il mare,  la qualità, il rispetto delle materie prime, unite alle mie competenze imprenditoriali hanno fatto scattare la scintilla del progetto “BIRRIFICIO MEDITERRANEO”.

Un’idea nata dalla passione e dal desiderio di conoscenza verso il variegato mondo delle birre artigianali e di qualità della Sardegna, importante l’incontro con i birrai Antonio Matzei e Ottavio Naseddu che forti dell’esperienza con un altro birrificio di prestigio si sono messi a disposizione. 

Stefania: Quindi se posso sintetizzare per te… Creare la birra artigianale è un viaggio lungo ed affascinante attraverso le alchimie della natura e richiede sapienza, passione, esperienza ed umiltà, studio ed intuizione.

Francesco: Esatto! È proprio il mio motto aziendale.

Stefania: Sai Francesco io sono una velista con la passione del mare nel dna, ho assaggiato le tue birre e sinceramente sono rimasta colpita dai sapori. Hai presente quando si veleggia in mare aperto, con il silenzio totale, o meglio la sola compagnia dei gabbiani e delle onde che s’infrangono sullo scafo. Lì un vero appassionato ha gia raggiunto il massimo della serenità, ma invece l’altro giorno, stappando una delle tue birre fresche, proprio in mare ho pensato “questo è il giusto sapore che gratifica e rinfresca mentre si è in mare”. Aprire una tua birra a casa aiuta a rivivere quei momenti di serenità e diventa una gioia per il palato.

Francesco: Gli studi fatti in questi anni, il confronto con i miei birrai mi sono serviti molto per raggiungere questi risultati e sentire queste tue considerazioni per me è molto importante. Il mercato ci sta premiando, le nostre birre piacciono e io sono fiero di questo.

Stefania: Cosa producete al momento?

Francesco: Attualmente sono in produzione 3 linee distinte: Linea Classica – Linea Selezione – Linea 18 12

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Gli stili che vengono prodotti spaziano dalla tradizione europea (belga, inglese e tedesca) fino a stili di recente nascita d’oltreoceano, in più è prevista la continua sperimentazione di nuove birre con l’inserimento di frutti, erbe e spezie della Sardegna.

Stefania: Ho notato che hai avuto un occhio di riguardo per la tua città dedicando una birra, che personalmente è fra le mie preferite?

Francesco: Un gesto d’amore verso la mia città, disponibile anche nella versione alla Pompia, tipico agrume di Sardegna. È importante sottolineare e ricordare sempre le origini.

Stefania: La scorsa settimana ero a bordo di Elena ad Alghero, sarà la barca che nelle tre giornate del #birralguer ospiterà i clienti che vorranno unire il piacere di gustare la birra artigianale con l’escursione in mare giornaliera. Ho notato che la birra scelta sarà proprio la tua?

Francesco: Si ho voluto aderire perché mi piace molto il progetto e non si sa mai in futuro potrei anche io dedicarmi a questo…

Stefania: Bene Francesco non mi resta che ringraziarti, attenderti ad Alghero per #unmaredibirrartigianale nei tre giorni del 27-28-29 Luglio. A Tratalias il 25-26-27 Agosto per #ismaistus2016.

Stefania Salvatore

#travelblogger

 

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Birra Lara

Ciao oggi mettiamo nel navigatore via Gennargentu, 14 direzione Tertenia! Dove vi sto portando? A Trovare Gianni e Francesca…

Francesca, moglie di Gianni e mamma di quattro figli, esperta di cucina e di panificazione e con una forte passione e curiosità per tutto ciò che è lievitato, nell’effettuare una ricerca di lieviti autoctoni, si imbatte in una particolare tipologia di lievito usato nella fermentazione della birra. Lo stupore che le suscita questa ricerca apre la strada alla sperimentazione della birrificazione casalinga. Assomiglia alla storia della Coca Cola e del signor  John Stith Pemberton? Solo che invece che essere ad Atlanta siamo a Tertenia. Oggi farò la blogger in maniera tradizionale, quindi: taccuino, spirito d’osservazione e tante domande per Francesca e Gianni. Vi riassumo di seguito la loro storia.

Francesca nel desiderio di fare la birra per il marito si è ritrovata, per caso, a fare la birraia….. Inizia quindi a fare la birra in pentola e successivamente con un’impianto della capacità di 75 lt, progettato e realizzato interamente da Gianni, suo marito. Da una gesto d’amore è nata una nuova professione:  Inizia così la storia e la splendida avventura di Gianni e Francesca come birrai. Il birrificio Lara apre ufficialmente il 19 luglio del 2009, producendo tre birre chiamate le classiche: RUBJA, W16, TZAR. Gianni, si appassiona subito anche lui al lavoro della moglie. Colpito dalle prospettive di nuove e creative opportunità professionali volta pagina lasciando il precedente lavoro cambiando radicalmente mestiere!

Gianni e Francesca

Interviene integrando le ricette ideate da Francesca: ricorre a nuove tipologie di malto e adotta diversi tipi di luppolo, differenti in qualità e in quantità. Ora le birre portano, infatti, una impronta decisa di luppolatura in amaro e in aroma, molto apprezzato soprattutto dal pubblico maschile; le donne hanno infatti una diversa percezione dell’amaro rispetto all’uomo. La specifica personalità creativa di Gianni traspare nelle birre chiamata classiche, mentre Francesca con estrosità tutta femminile si esalta nella produzione di quattro birre di frumento chiamate “le quattro sorelle”, ognuna con caratteristiche, gusti e personalità diverse.

le 4 sorelle

Foto Sennora

Direi che ormai Gianni è  interamente concentrato sulla produzione della birra artigianale, insomma ha trovato la sua strada!

“Ognuno comincia, prima o poi, a trovare la sua «via», cioè la sua personale direzione nello scoprire, nel decidere, nel desiderare. Ma la perde subito, se pensa di averla capita, di averla ben chiara davanti a sé. Una «via», infatti, modifica continuamente chi la percorre. A ogni passo lo sorprende: gli cambia il mondo. Così, paradossalmente, si è davvero su una «via» quando si sta andando verso non si sa dove, fiduciosamente, e tutto intorno ti aiuta ad andare sempre oltre. È ovvio che occorre coraggio. E il coraggio ogni tanto è difficile, ma è molto meglio della rabbia sorda di chi si è fermato o si è perso e non lo sa e litiga per aver ragione, perché ha paura”. (I.S.)

Gianni, ingegnoso e creativo, trasferisce le sue conoscenze e competenze “tecnologiche” agli impianti; totalmente suoi sono ben due impianti per la produzione da birra: il primo è stato l’ impianto pilota da 75 lt utilizzato all’inizio dell’attività.

Questa realizzazione ha prodotto un piccolo capolavoro tecnico, peraltro con un design di grande impatto visivo; il piccolo impianto è formato da tino di ammostamento con intercapedine a bagno d’olio in acciaio coimbentato, scambiatore tubo in tubo, il tutto rivestito in rame. L’impianto da 1000 lt, invece, è stato realizzato in parti separate e poi assemblate.

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Continuando a parlare della produzione Gianni ci racconta che dall’esigenza di dare un tocco di territorialità e personalità nasce la quarta birra bianca chiamata “Del Senatore”. In quanto fatta con l’impiego di materie prime coltivate nei terreni di nostra proprietà, la birra “Del Senatore” è stata infatti un pò una musa ispiratrice, dando inizio alla produzione di tutta una linea con materie prime Sarde. La nostra azienda infatti sta seguendo una filiera agricola corta, che va direttamente dalla produzione alla trasformazione del cereale fino alla produzione della birra stessa. Nel 2010 abbiamo iniziato con la piantagione sperimentale di diverse qualità di luppoli, nordeuropei e americani, scoprendo che sono quelli americani che si adattano meglio al nostro clima mediterraneo. Nel 2011 Il Birrificio Lara diventa agricolo, iscrivendo i propri terreni nel quaderno aziendale e iniziando così la coltivazione dell’orzo distico primaverile e il grano duro Q. S. Cappelli.

Gianni quindi gestite la produzione a 360°? Ormai sì! Abbiamo infatti riscontrato che la Sardegna ha un clima ideale per la coltivazione del cereale, e quindi il nostro interesse si sta focalizzando sulla possibilità di acquisire altri terreni dove coltivare i cereali. Nostro prossimo obiettivo è la Malteria, attraverso cui trasformare l’orzo in malto; fino ad ora, invece, siamo ricorsi a mani esperte per quanto riguarda la maltazione, affidando il nostro cereale ad una famosa   malteria, e ciò in attesa di averne una nostra in azienda che possa trasformare il nostro orzo in malto. In questa fase un ruolo fondamentale sta avendo  l’Università Agraria di Sassari; infatti abbiamo avuto il supporto di questa sulla coltivazione dei cereali, luppolo ed ultimamente ha isolato per noi un ceppo di lievito con caratteristiche eccezionali e uniche, adatto per fermentare le nostre produzioni.

Possiamo affermare che il Birrificio Lara ha avviato un percorso produttivo innovativo e per certi versi unico, e cioè di produrre una birra agricola da filiera Sarda, con tutto l’orgoglio di produttori Sardi appassionati, legati alla propria terra, entusiasti di vivere in un luogo incontaminato come la Sardegna, dove ogni tipo di coltivazione giunta a maturazione conserva tutte le particolarità di un frutto maturato sotto il sole fra mare e montagna, conservando ed esaltando sapori e profumi che restano come dolce ricordo nella memoria olfattiva.

Non ci resta che salutarli e rinnovare l’appuntamento per il #birralguer2016

Travel Blogger

@stefaniasalva13

Alghero e le calette con Sun & Sea

Benvenuti su Elena l’imbarcazione dell’azienda Sun & Sea che ad Alghero gestisce sia il noleggio di gommoni che le escursioni giornaliere nella Riviera del Corallo.

Oggi siamo stati invitati a bordo per passare una giornata insieme ai loro ospiti e raccontarvi per la rubrica #birralguer2016  che tipo di servizio offrono.

Appena arrivati a bordo un caloroso benvenuto di tutto l’equipaggio ci fa capire subito che lo staff è predisposto al benessere e divertimento dell’ospite, molta cortesia e disponibilità come sempre riservata ai più piccoli.

L’armatore Michele non sarà dei nostri, ma posso chiacchierare con Fabiana che gestisce la clientela e il booking per le escursioni. In questo campo gioco in casa, visto che la mia famiglia da generazioni naviga i mari e ha una cultura molto profonda della materia che mi è stata trasmessa da quando ero molto piccola. La storia della marineria è da sempre intrisa di riti scaramantici ancora oggi diffusi. Esorcismi, stregonerie, rituali pagani e religiosi erano e sono il pane quotidiano di capitani e marinai sempre attenti a non sfidare le regole della fortuna e ingraziarsi, con riti propiziatori, la benevolenza degli elementi naturali.

La prima domanda nasce spontanea:- Perché il nome Elena?

Cambiare il nome ad una barca porta male, perché una barca possiede un’anima come le persone, e come le persone viene immediatamente riconosciuta attraverso il suo nome. Al marinaio esperto, il nome di una barca ne richiama immediatamente pregi e difetti, quindi cambiarle il nome equivale a ingannare i marinai, che non hanno più un immediato riscontro del fatto che quella barca ha, magari, rischiato di colare a picco più volte. Quando l’abbiamo  acquistata a Portoferraio aveva questo nome e così abbiamo deciso di continuare. Oltretutto era una barca nata per fare questo lavoro nell’Isola d’Elba e per noi sembrava fosse un segno del destino.

Come organizzate il programma giornaliero per accontentare tutti?

La nostra giornata inizia al mercato dove scegliamo i prodotti freschi per coccolare i clienti con le nostre fantastiche grigliate. Da subito ci siamo voluti distinguere dagli altri con questo servizio e diamo due opzioni: pesce o carne. Nel primo garantiamo un menù con calamari, gamberoni, trancio di spada e un contorno di insalata. Nel secondo variamo dalla salsiccia, alla pancetta, capocollo, braciole e contorno d’insalata. Le bevande sono incluse nel pasto e poi teniamo il bar sempre aperto a servizio dei clienti.

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Ore 10:00 si salpa, prua rivolta a Capo Caccia e via verso la prima tappa…allora ho ancora qualche minuto per saperne di più.

Quali sono le fermate programmate e perché avete scelto proprio queste?

Noi algheresi abbiamo la nostra attrazione che ci distingue in tutto il mondo, il mitico “Gigante addormentato”.

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Qui ci voglio mettere del mio, Capo Caccia deve il suo nome alle battute di caccia al piccione che i notabili dell’800 compivano dalla barca nei periodi di bonaccia attorno al promontorio.   La grande falesia che domina la Baia di Alghero ha avuto il suo grande momento di gloria negli anni ottanta, quando il regista Guy Hamilton, girò il famoso film “Delitto sotto il sole”, tratto dal romanzo giallo di Agatha Christie. Accompagnato dalle più celebri canzoni del compositore statunitense Cole Potter quali: Night and day, ou do something to me, It’s de-lovely, In the still of the night, You’re the top, Begin the beguine, I’ve got you under my skin, Anything goes, I get a kick out of you e I concentrate on you. Per un algherese Capo Caccia rappresenta come il Colosseo per i romani.

Quindi la nostra prima tappa è sempre lì fino alla Foradada, poi invertiamo per entrare nella Baia di Porto Conte dove abbiamo ormai la nostra caletta preferita denominata “Cala Dolce”. Un ottima scelta perché con tutti i venti alla quale può essere esposta la nostra escursione, in questa cala non si rischia mai di rollare e avere vento fastidioso.

Appena ormeggiati il personale di bordo fa due operazioni importanti: la prima inizia a montare le griglie per organizzare l’arrostita di pranzo e secondo lega diversi materassini lungo i lati per formare tanti spazi prendisole. Da quel momento in poi il relax è garantito.

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Purtroppo il tempo passerà veloce tra fare un bagno, pranzare e prendere un po’ di sole, sempre a ritmo di ottima musica di sottofondo. In questa occasione a bordo c’era tutto il team del Birralguer che stava producendo lo spot promo dell’evento ed è stato simulato il Beer Boat ( in occasione del festival delle birre artigianali che si terrà ad Alghero il 28, 29 e 30 di luglio l’imbarcazione Elena farà le uscite con a bordo una vasta scelta di birre).

Vedo che vi siete uniti all’evento Birralguer, siete richiesti anche per eventi quindi?

In realtà è il nostro forte, addio al nubilato e celibato, compleanni ed occasioni particolari sono ideali per noi. Se ci viene garantito almeno un gruppo di 25 persone, siamo in grado di dare la barca in esclusiva, cosicché le persone abbiano la loro festa in tutta serenità. Veniamo scelti anche per educational tour e promozione del territorio. Per esempio la prossima settimana la Cantina Santa Maria La Palma ci ha riservato la barca in esclusiva per l’operazione #underwatercellar. Avremo a bordo l’azienda e diversi giornalisti che vedranno in esclusiva il recupero della cassa, contenente duecento bottiglie di spumante Akenta, derivato da una attenta selezione di uve Vermentino di Sardegna Doc, sapientemente raccolte a mano e spumantizzate in autoclave (metodo Charmat);  tenuto in fondo al mare per mesi. In merito al Birralguer abbiamo aderito all’evento perché si sposa molto con il nostro stile di promozione del territorio e anche in questo caso il sabato, giorno conclusivo dell’evento la barca è stata prenotata in esclusiva da tutti i birrifici per festeggiare la loro presenza nel territorio e il successo dell’edizione.

Complimenti avete creato una bella attrazione dacci un motivo per cui dovremmo scegliervi fra i tanti?

Come detto all’inizio, noi sin da subito abbiamo cercato di distinguerci dalla solita escursione in barca, puntiamo alla qualità del servizio e in stile caraibico cerchiamo di far passare ai nostri ospiti una giornata di mare in puro relax e divertimento. Conosciamo bene il nostro lavoro e ci piace crescere, per questo ogni anno investiamo molto nell’imbarcazione e nella promozione. Vi aspettiamo a bordo e non ve ne pentirete.

Come ci ricorda Fabiana l’unico modo per provare il loro servizio è prenotare, perciò se avete ancora dubbi vi invito a leggere le loro recensioni:

Tripadvisor

Facebook

Vi aspettiamo presto al #birralguer a bordo di #elena.

#travelblogger

Stefania Salvatore

FitzPatrick Carl, un sardo d’adozione.

Un caldo pomeriggio estivo accompagna la mia visita a Bosa, una città molto bella, nella costa occidentale del centro-nord della Sardegna. Andiamo ad intervistare e conoscere un personaggio Carl, il  mastro birraio, del microbirrificio “FitzPatrick Carl” che è cresciuto bevendo birra artigianale, prodotta sulla mitica isola di Wight in Inghilterra e da quando si è trasferito a Bosa con la famiglia, circa dieci anni fa, sentiva la mancanza di quel tipico gusto “ale” della birra della sua giovinezza. Oggi però cambiano stile, a Carl non piacciono le interviste tradizionali, lui vuole trasmetterci la passione che ha nel suo lavoro e raccontarci la sua storia in prima persona.

Ho iniziato l’attività commerciale nel 2014, il birrificio è stato realizzato riconvertendo una casa medievale del centro storico di Bosa. Lo scopo del birrificio è di promuovere attivamente la filiera corta dell’ intero ciclo della birra.

Contemporaneamente sto avviando una fattoria didattica, chiamata “Bosaland”, dove poter presentare i passaggi della produzione, dall’orzo al bicchiere. Oggi coltivo il mio orzo in collaborazione con altri agricoltori sardi e a breve realizzerò anche una piccola produzione di luppolo.

“Sono entusiasta di collaborare con agricoltori e birrai sardi per condividere idee e cercare insieme nuove opportunità”.

Ho realizzato un impianto che produce birre di alta qualità dalla­ non filtrata alla non pastorizzata, vendute in bottiglie da 50 cl con una etichetta distintiva e tappo meccanico con guarnizione colorata.

Il birrificio “Fitzpatrick Carl” propone quattro tipi di birra:

1.BIONDA: Birra in stile Pilsner, beverina e rinfrescante, con note di agrumi, cereali e un finale luppolato asciutto. Vol. 5,5%
Ingredienti: ­ acqua, malto d’orzo, luppolo e miele a basso fermentazione. Condizionamento in bottiglia.Vol. 5,5%

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2.SCURA: Birra nera in stile Imperial Stout, ricca di note tostate di caffè e cioccolato, risulta intensa in bocca, con un bell’equilibrio fra corpo, dolcezza e amaro. Ingredienti: ­ acqua, malto d’orzo, luppolo e orzo tostato a basso fermentazione. Condizionamento in bottiglia.Vol. 5,5%

3.LOC’ALE: Birra ambrata in stile Ale, ricca e morbida, con note di frutta fresca e agrumi e un lunghissimo finale amaro.
Ingredienti: ­ acqua, malto d’orzo, luppolo, carrube e fichi a basso fermentazione. Condizionamento in bottiglia.Vol. 5,5%

4.WIT BIER: Birra bianca in stile Wit Belga, fresca e ricca di aromi di cereali, con note di banana e sentori agrumati di limone.
Ingredienti:­ acqua, malto d’orzo, grano duro, luppolo, coriandolo e scorza d’arancia a basso fermentazione. Condizionamento in bottiglia.Vol. 4,5%

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Allora Carl non ci resta che brindare nella tua lingua: CHEERS!!!!!

Ci vediamo al #birralguer2016 e ad #ismaistus2016

#travelblogger

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