T HOTEL – T CONSIGLIO – T EXPERIENCE

Non è la prima volta che vengo al T Hotel per lavoro, ma questa volta ho scelto, visti i chilometri e la stanchezza di prendere la camera per partecipare al #WMT2016.

Arrivo intorno alle 8:30 e provo ad avvicinarmi al bancone per capire se era rimasta una camera singola, visto la portata dell’evento, il concerto dei Modà che sono proprio in questo albergo e il fatto che si tratti di un fine settimana. Mi rendo conto si da subito della disponibilità e cordialità del personale che cerca di trovare la migliore soluzione per le mie esigenze e con classe mi offre un upgrade che non posso rifiutare. Mentre prendo le chiavi e finisco le operazioni burocratiche di check in mi viene detto di fare colazione comunque e di ritenermi loro ospite.

Viaggiando spesso da sola vi dico che questo atteggiamento è quello che mi aiuta sempre a ritornare in un luogo e a preferirlo ad altri. Piccole attenzioni che fanno la differenza e ti aiutano a gestire meglio il disagio di stare giorni fuori e lontano dai tuoi affetti e dalle tue abitudini.

Onestamente avendo lavorato nel settore sono convinta che là dove ci sia un management che investe nella formazione del personale e dove ci sia un Direttore capace di creare una squadra professionale, la vittoria con il cliente sia scontata. Il T Hotel ha tutto questo.

Prendo possesso della camera e mi preparo per andare in sala per assistere al Web Marketing Training, il primo evento in Sardegna totalmente focalizzato sul trasmettere logiche e strumenti del Web Marketing Strategico, subito spendibili per il proprio business online. I valori sui quali si fonda sono innovazione, creatività e passione.

Questo è quello che ci promettono andiamo a vedere se realmente è cosi…

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Iscrizione fatta! Materiale preso! Selfie ok! Nuovi amici ok!

Piccola presentazione iniziale e poi via subito con i relatori:

  1. Claudio Gagliardini

Come sfruttare il web per comunicare con efficacia nei mercati nazionali ed internazionali oggi che questi sono considerati in tutto e per tutto “conversazioni”.

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2. Sante J. Achille

Come sfruttare la semantica e la link building per portare traffico organico al tuo sito web in maniera costante e totalmente gratuita.

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3. Luca Orlandini

Come conquistare il tuo mercato presentando un’offerta invincibile a chi sta dall’altra parte dello schermo.

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4. Michael Vittori 

Come spendere meno ottenendo più risultati. I punti chiave per avere successo e sfruttare a tuo favore il sistema di Inserzioni offerto dal Social Network più grande al mondo.

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5. Gianpaolo Lorusso 

Tecniche e strumenti per scovare cosa funziona sul tuo sito web ottimizzandone scientificamente rendimento e conversioni.

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6. Leonardo Bellini

Come ottimizzare il proprio profilo LinkedIn e creare un network incrementando la propria reputazione grazie ad attività di content creation & curation.

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7. Francesco Margherita

Come portare la ricerca di parole chiave allo step successivo, ragionando sulle intenzioni di ricerca.

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8. Andrea Saletti 

Neuromarketing e scienze cognitive per imparare come comunicare in una frase tangibile ed efficace l’elemento che ti contraddistingue

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9. Roberto Serra

Come ottenere il massimo del traffico da ogni pagina presente sul tuo sito web concentrandoti a scrivere e produrre esclusivamente pagine utili.

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10. Robin Good

Come monetizzare organizzando le informazioni. 10+ esempi reali di progetti online che portano guadagni concreti creati senza grandi risorse e senza finanziamenti.

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Una carrellata utile per chi come me fa questo lavoro e ha bisogno di seguire dei punti di riferimento che hanno creduto nelle opportunità che il web crea e hanno messo in piedi importanti realtà.

Non ho potuto mettere le varie pause perché ahimè le ho trascorse in camere a fare telefonate e rispondere ai clienti, però mi sono fermata al caffè dopo pranzo e all’aperitivo finale. In entrambe le occasioni ho fatto amicizie con persone speciali, come per esempio Erica e Federica, due fantastiche ragazze che mi hanno subito chiesto:- Ciao abbiamo visto che stamane hai postato una foto in camera, ci teniamo a sapere cosa ne pensi del servizio e come ti sei trovata? Ho iniziato a dire la mia sul T Hotel e ho dato loro qualche consiglio, soprattutto per il mio settore e chiaramente le ho promesso che avrei scritto nel mio blog della mia giornata.

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Loro hanno ricambiato in maniera carina e speciale il mio lavoro!

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Che siate a Cagliari per lavoro o per piacere sono convita che una giornata al T Hotel possa aiutarvi per staccare dallo stress e dalla frenesia del centro. La location intorno gode di un fantastico parco dove poter passeggiare o leggere un libro in completo relax. All’interno lo staff saprà coccolarvi e soddisfare qualsiasi richiesta avrete.

Ps: Un grazie doveroso ad Erica e Federica che stanno facendo il loro lavoro con professionalità e dedizione, ma super grazie a Fabiana del ricevimento che ha avuto la pazienza di sistemare il mio pc ed organizzarmi il saluto doveroso che ogni cliente dovrebbe riservare a questa struttura…beh se non avete capito io sto andando alla Spa a coccolarmi un po’.

Stefania Salavtore

@stefaniasalva13

#traveleblogger

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Birrificio Montevecchio 4 Mori

Cari amici questa volta siamo in un posto molto speciale…proprio in questa fantastica cornice di Montevecchio, mio marito mi fece la sua dichiarazione d’amore e mi chiese di sposarlo. Tornare da queste parti per me ha un sapore sempre magico.

Oggi siamo in compagnia di Matthias Muller, il Mastro Birraio del birrificio  Montevecchio 4 Mori, e gli chiediamo…

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Come è nata la vostra azienda?

Il progetto per la realizzazione del birrificio  Montevecchio 4 Mori nasce nel 2005 dall’idea di due amici che hanno pensato di unire la passione per il modo delle birre artigianali con le proprie competenze nel settore della creazione di impresa. I primi anni sono stati dedicati allo studio, ai viaggi per l’europa finalizzati alla conoscenza delle diverse realtà produttive. 

Nel 2013 dopo l’ingresso di altri due soci, tra cui il mi0, e l’aggiudicazione di un bando del Comune di Guspini inerente l’assegnazione della sede dello stabilimento,  il progetto si concretizza con l’avvio delle prime produzioni.

 

Che bella questa location…per me poi, ha un ricordo particolare, raccontami:

Il Birrificio sorge in un antico locale delle miniere di Montevecchio di Guspini dei primi anni del 900 originariamente adibito a centrale elettrica: si è attuato un intervento di riconversione industriale mediante il recupero di una vecchia area ormai dismessa che ha dato al Birrificio una forte identità e connotazione storica del territorio. Abbiamo pensato di creare un progetto   che ci legasse fortemente al   territorio con il coinvolgimento di  diversi attori quali le  Istituzioni,  l’Università, gli Istituti Scolastici con gli  studenti, giovani artisti, poeti e scrittori sardi.   Le nostre  birre raccontano di un territorio con un grande passato e lo proiettano nel futuro; Crediamo che si possa fare impresa non pensando solo all’aspetto economico ma anche a quello socio-culturale e ambientale. Puntiamo alla realizzazione di birre di elevata qualità in un ottica di valorizzazione e salvaguardia del territorio. In passato il territorio è stato “sfruttato”, ora  è nostro compito ridargli valore.

La mia presenza nella compagine societaria ha consentito di curare la  progettazione degli impianti e la definizione dei processi produttivi con l’individuazione degli stili produttivi;

Il progetto prevede l’abattimento delle emissioni di Co2 e la riduzione dell’impatto ambientale nell’arco dei prosimi 5 anni mediante l’impiego di energie alternative. La mission è creare un modello di produzione che preveda l’utilizzo efficiente delle risorse, in sintonia con la qualità del prodotto.

Wow! Questo è fantastico complimenti, se dovessimo chiedervi quali sono i vostri punti di forza?

I punti di forza sono i seguenti:

– identità territoriale;

– rispetto dell’ambiente;

– location;

– competenza tecnica sia sugli impianti che sulla produzione;

Beh non fa una piega, allora la domanda nasce spontanea: Perché scegliere voi? Cosa vi distingue dagli altri? 

Il Birrificio, in questa prima fase, ha scelto di produrre birre a bassa  fermentazione seguendo l’antico Editto della purezza tedesca del 1516. Attualmente il Birrificio4Mori è uno dei pochi  in Sardegna a produrre birra a bassa fermentazione secondo le tecniche della infusione e della decozione.  La maggior parte degli  atri birrifici isolani si sono specializzati sull’alta fermentazione. Nel contempo il birrificio produce anche una birra ad alta fermentazione La Pozzo 20. Si tratta di una nuova Birra Stile Red Ale. I punti di forza dei nostri prodotti sono dati dalla qualità, dalla stabilità e dalla capacità di produrre birre di entrambi gli stili bassa e alta fermentazione.

Bene ora ci hai fatto venire voglia di una birra! Parlaci delle tipologie

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È una birra cruda a bassa fermentazione, stile lager, con una delicata luppolatura e gradevole frizzantezza.

Stile: Lager – Gradazione alcolica: 4,7% vol.  – Fermentazione: bassa .

Abbinamenti consigliati: ideale come aperitivo o dopo il lavoro e a tutto pasto, con carni bianche, pizza, pesce, formaggi freschi, sushi e frutti di mare crudi.

Pozzo 9

È una birra  cruda a bassa fermentazione, con una schiuma cremosa e persistente, stile  lager, dove prevalgono i sapori

del malto, il gusto rotondo e note di caramello.

Stile: Lager ambrata – Gradazione alcolica: 5,5% vol. – Fermentazione: bassa .

Abbinamenti consigliati: ideale a tutto pasto, carni rosse, pizze e formaggi stagionati.

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È una birra cruda a bassa fermentazione dal colore scuro con una schiuma compatta e persistente, stile Dunkler Bock. Il profumo e l’aroma sono maltati. Il corpo rotondo regala un piacevole retrogusto di frumento affumicato con legno di quercia

Stile: Dunkler Bock – Gradazione alcolica: 6,3% vol.  – Fermentazione: bassa.

Abbinamenti consigliati: salumi, formaggi molto stagionati, arrosti, dolci a base di cioccolato.

Bene allora…Salute!!!! e ci vediamo ad #ismaistus2016

Stefania Salvatore

#travelblogger

La Notte Magica 

La notte del solstizio d’estate ha da sempre un suo fascino particolare. E’ la notte in cui sole e luna si uniscono, quella in cui riti antichi riprendono respiro, la notte della purificazione che saluta l’estate con il suo carico di mistero e di aspettative. E’ la notte dei Fuochi di San Giovanni, dove si inaugura il lungo calendario delle feste d’estate.
In questa festa, leggenda vuole che il sole (fuoco) si sposa con la luna (acqua): ecco un fiorire di riti che contrappongono fiamme e rugiada, che accompagnano la vita spirituale e simbolica del Santo al quale il giorno è dedicato. I falò accesi nei Lido di S. Giovanni erano considerati propiziatori e purificatori e l’usanza di accenderli è comune in moltissime regioni europee e persino nell’africa del nord. I contadini andavano sul limitare delle colline e accendevano grandi falò in onore del sole, spesso con le fiamme venivano incendiate delle ruote di fascine, che venivano fatte precipitare lungo i pendii, accompagnate da grida e canti.Dentro le fiamme finivano cose vecchie, o marce, perchè il fumo che ne scaturiva tenesse lontani spiriti maligni e le streghe che durante questa notte secondo antichissime credenze si riuniscono e per le campagne vanno a caccia di erbe. Spesso il fumo veniva fatto attraversare dal bestiame tra il fumo perché potesse essere fertile per chi lo possedeva.

La figura di San Giovanni Battista ha assorbito in sè molti dei significati degli antichi culti dell’acqua e del sole. Il suo significato religioso è collegato alla rinascita attraverso l’acqua, ed in molti luoghi la festività si celebra con abluzioni e immersioni.

La notte compresa tra il 23 ed il 24 è anche la “la notte delle streghe”: le streghe sono tutte in circolazione per partecipare al loro congresso annuale. In Sardegna ci sono decine di modi diversi per difendersi da loro, come per esempio ritirare i panni stesi dei bambini prima che faccia buio o sistemare dietro la porta di casa una pannocchia di granturco. La notte di San Giovanni è anche notte di prodigi. Ad Alghero  la manifestazione ha inizio con un rischiamo alle ore 19:00 di tutta la popolazione a spostarsi dal centro verso il Lido San Giovanni, dove chi si è iscritto, potrà saltare col compare o la comare per siglare l’eterna amicizia.

    
    
  

Mi raccomando… Rigorosamente vestiti di bianco.

Vi aspettiamo numerosi ad Alghero per questa fantastica rievocazione, ma prima di andare via non dimenticate di fare la foto con la statua dell’amicizia.

  
Stefania Salvatore

#travelblogger

10 Caribbean Foods You Need To Try

Caribbean cuisine has plenty of influences to thank for their amazing culinary creations, including cuisines such as African, East Indian and European. In spite of all these influences though the Caribbean has brought its own gastronomy to the table and produces dishes that are both simple and satisfying. They cook with the seasons and with the freshest of ingredients, delighting visitors from all over the world. There are hundreds of dishes to try when visiting the Caribbean but here are 10 of our favorite foods from this part of the world.

10. Conch Fritters
Considered a delicacy around the world, there is no better place to try Conch Fritters than the Caribbean, especially in the Bahamas. These fritters are small ball so conch snail meat that have been friend in batter with a number of seasonings. Conch is readily available in the Caribbean which makes this the freshest place to taste this delicious local treat. Many chefs put their own spin on this dish and often use ingredients such as onion, peppers and celery along with a variety of spices. Make sure to try this dish at numerous restaurants including the Poop Deck in Easy Bay, Nassau and Head Over to Conch Fritters.

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9. Jerk Chicken

It one of the spiciest and well-known and well-loved dishes that originates from Jamaica. The jerk part of the dish is actually a special mixture of spices and can include soy sauce, brown sugar, whole cloves, bonnet peppers, jalapenos and more. The jerk is laced onto the chicken which is than grilled. The grilling process is of most importance when it comes to perfecting this dish and true jerk chicken is actually cooked over coals as well as fresh green wood, most traditionally the wood from the pimento tree. This tree also happens to produce allspice berries which is another component of the jerk marinade. Other meat can also be cooked in the same process and the jerk spice will work its magic by soaking the meat in its flavours.

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8. Aloo Pie

You will find this variant of the samosa on the twin islands of Trinidad and Tobago. This soft friend pastry is made from flour and water and filled with boiled and spiced mashed potatoes. Other vegetables inside accompany the potatoes such as green peas or split chickpeas without their seedcoat. A little larger than a typical samosa it looks more like a calzone and is ordered with a sweet and sour type dipping sauce known as imli ki chutney.

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7. Callaloo

This Caribbean dish actually originated in West Africa and was brought to the Caribbean by slaves. This green soup is typically made with amaranth leaves; taro leaves or water spinach. In the Caribbean this dish is often served as a side dish and calls for such ingredients as coconut milk and okra. Callaloo tends to be different from island to island, for example in Jamaica they only use the callaloo leaf, salt, onions and scallions simply steaming the vegetables while in Trinidad they use the okra and coconut milk. Wherever you decide to try it, it is definitely a must and although the dark green soup may not look appetizing at first, it is absolutely delicious.

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6. Coconut Shrimp

This easy to make and even easier to eat dish tastes that much better in the Caribbean due to the freshness of the ingredients. Soft shrimp is dipped in eggs and coated with shredded coconut, making the sweetness of the shrimp and the crispiness of the coconut come together in one delectable treat. If you are a health conscious individual, you can opt to have this delicious snack baked instead of fried. Try these shrimps out in multiples islands, each offering its own unique twist of spices and coatings.

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5. Ackee and Saltfish

Ackee happens to be the national fruit of Jamaica and thus its fitting that Ackee and Saltfish is the national dish. Parts of the Ackee fruit are actually toxic and therefore much caution must be had when preparing this dish. Salt cod is soaked overnight before sautéing it with boiled ackee, onions, Scotch Bonnet peppers, tomatoes and spices. It is often garnished with bacon and tomatoes and can be served as breakfast or dinner. It can be served alongside breadfruit, dumplings, fried plantain or eaten with rice and peas.

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4. Keshi Yena

Laying at the extreme south of the Caribbean is the island of Curacao and it happens to offer one heck of a local main course dish. Keshi Yena is essentially one giant stuffed cheese ball and although it is prepared differently all over the island, the end result is the same, absolute deliciousness. Essentially a round bowl is lined with Gouda or Edam cheese slices, topped with meaty filling (mostly chicken) and than covered with more slices of cheese. Sometimes the cheese ball is smothered in a Creole sauce with plenty of tomatoes and peppers. Other ingredients are olives, prunes or raisons.

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3. Jamaican Patty

Although it is most notably found in Jamaica, the Jamaican patty is also commonly found in Nicaragua and Costa Rica. This pastry is stuffed full of various fillings and spices, baked inside its flaky shell that is often tinted yellow with an egg yolk mixture or turmeric. The filling is typically seasoned ground beef but sometimes can be chicken, pork or lamb. In Jamaica the patty is often eaten as a full meal when accompanied by coco bread. This beef patty came to be shortly after the Cornish pastry was introduced in the Caribbean and using the cumin and curry spices along with the Scotch Bonnet, a hot pepper indigenous to Jamaica allowed them to make it their own.

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2. Flying Fish

One of the most popular foods in Barbados is flying fish and one can expect to have one land on their plate at some point on this island, which is a good thing considering how delicious they are. Flying fish and cou-cou is actually the islands national dish, featuring the fish steamed and served with cornmeal cooked with okra and water. Many visitors choose to have fish cutters, battered, crispy and fried flying fish that is served on salt bread, normally accompanied by lettuce, tomato, ketchup and mustard. However, which way you choose to eat this meal, you certainly won’t regret it.

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1. Boca Chica Style Fried Fish

The Dominican Republic boasts plenty of colorful and lively dishes but the most loved may just be Boca Chica Fried Fish. One of the most flavorful dishes in the Dominican, this fried fish- normally red snapper- is marinated in a mix of garlic, onions, bell peppers and paprika. Coated with flour and fried twice, the fish vendors in this part of the Island tell visitors it’s the love that goes into the recipe that makes it so good. Often served alongside a heap of friend green plantains, this dish is big on flavor.

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Stefania Salvatore

#travelblogger

Santo Domingo: Punta Cana

Come dimenticare una data simile 08 marzo 2008 si parte a Santo Domingo per la festa della donna con la mia compagna di banco dell’asilo.

Avevo sempre sentito di questa isola caraibica sin da bambina, anche perché tutti i cugini di mia mamma erano partiti negli anni sessanta dalla Sardegna per trovare fortuna in America e il più veterano di loro aveva aperto un resort proprio a Punta Cana,

Partendo dalla Sardegna in realtà è molto difficile riuscire a trovare un luogo nel mondo che sappia conciliare: acque cristalline, calore nell’ospitalità, ottimo cibo e tanto divertimento. Però la ragazza dell’agenzia è riuscita a convincermi, saranno le mie fantastiche vacanze al mare da non dimenticare.

La mia compagna di viaggio un’amica d’hoc… dividevamo il banco di scuola da piccole e giocavamo tanto insieme, per un caso fortuito la incontro per strada mentre sto definendo la pratica di viaggio e tra un caffè e l’altro le chiedo vuoi venire? Magari mi risponde…così ci salutiamo e certa della mie scelte sono pronta a partire anche da sola ( tutti i miei viaggi più belli li ho fatti da sola).

Ma questa storia non finirà cosi…e già squilla il telefono e invece di un ciao si sente:-faccio ancora in tempo a venire in vacanza con te? Ma certo risposi io, e da quel momento avevo la mia nuova compagna di avventure.

Si parte la meta è decisa, tanto divertimento l’unico obiettivo. Credetemi non ci è voluto molto all’arrivo a capire che sarebbe stato così. Check in immediato al Barcelò Hotel di Punta Cana e la consegna del mitico bracciale ALL INCLUSIVE!

Avevamo capito che nulla ci avrebbe fermate! Già in aereo avevamo fatto amicizia con alcuni italiani che erano con noi in hotel e fare comitiva non fu difficile.

La nostra giornata tipo era questa:

7:30 Sveglia e tuffo in spiaggia ( fronte stanza)

8:30 Colazione

10:00 Giochi in spiaggia ( beach volley, calcio, surf, snorkelling)

12:00 Pinacolada

13:00 Pranzo in uno dei ristoranti

14:00 Spiaggia

19:00 In camera, relax, doccia e piccolo riposino

21:00 Cena

23:00 Disco e lounge bar

4:00 Tuffo in piscina e nanna

PER 6 GIORNI SU 8 È STATO COSI!

Tranne che il giorno che abbiamo visitato Santo Domingo (Casa di Cristoforo Colombo e Hard Rock Cafè) e il giorno che siamo andate a Saona in catamarano.

Quella routine era fantastica…andare a dormire all’alba e svegliarsi dopo poche ora per andare in spiaggia… appuntamento internazionale per sfida di volley e tante risate. Bella gente locale che ti trasmetteva calore e ospitalità. Posso dire ad oggi che nonostante io abbia girato il mondo questa per me è la tappa più affascinate e che ricordo con nostalgia.

Avete presente la mitica pubblicità della Costa Crociere dove la signora faceva il bagno nella vasca e chiudendo gli occhi credeva di essere ancora in vacanza…ecco a me succede spesso così.

Vi lascio con una carrellata di foto fantastiche e con l’augurio che possiate andarci presto!

Ricordate se non sapete dove dormire…Barcelò Hotel

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Stefania Salvatore

#travelblogger

Sunday Last minute 

Onore al mio romantico marito che oggi ha voluto organizzare un fantastico tour che vi consiglio vivamente.

Mentre io e Richy pensavano a preparare i panini e tutto l’occorrente per viaggiare, lui stava organizzando uno spettacolare apertivo vista mare!

Proprio così vino bianco ghiacciato, bicchieri di vetro e tavolino multi uso per brindare alla chiusura di un week end spettacolare.

Prima tappa di questo tour domenicale, l’insenatura di Porto Ferro… 
 Dove decidiamo di pranzare e fare un giro fra i percorsi.

Oggi non molto agitato ma con i soliti cavalloni per far divertire gli appassionati di windsurf.

Consiglio vivamente questa spiaggia sia agli appassionati che a coloro vengano a visitare il nostro territorio e vogliano ripartire con qualcosa di diverso dalle solite spiagge.

Il tempo di rimettere tutto in ordine ed ecco che ci muoviamo per la prossima Tappa: Monte d’Accodi, la Zigurat più antica della Sardegna. Fate attenzione bene agli orari perché la domenica chiude alle 2:00.

 

 

Per un pelo troviamo aperto e facciamo un giro veloce…

struttura superstite non raggiunge i 6 metri di altezza, ma si ipotizza un’altezza originaria totale di circa 8 metri.

Gli scavi condotti dagli anni ’50 sino alla fine degli anni ’80 del secolo scorso hanno consentito di individuare che sopra il terrapieno si trovava un altare, verosimilmente a cielo aperto.

Questa struttura inglobava un precedente altare, collocato all’interno di un ambiente con il pavimento e le pareti colorate con ocra rossa (il cosiddetto “tempio rosso”); di questo rimangono conservati e parzialmente visibili solo il pavimento e un alzato attorno ai 70 centimetri.

La ricostruzione ideale del monumento è ancora discussa. Alcuni studiosi ritengono che si tratti di un altare piramidale a più terrazze, mentre altri pensano a una terrazza unica.

La ricostruzione schematica suggerita nella presentazione del monumento sul posto, mediante un suggerimento schematico con travature metalliche, segue la prima interpretazione.

È sicuro comunque che l’altare ha conosciuto due fasi principali: la prima è quella del cosiddetto tempio rosso, databile attorno al 3000 a.C., che fu poi inglobata nella struttura successiva che rialzò anche il piano di calpestio.

Guardando bene l’orologio ci rendiamo conto che siamo ancora in tempo per vedere la finale del rally ad Alghero.


Un break veloce e poi in giro per gli stand per salutare questa importante manifestazione.



  

Tutto pronto per la serata di gala finale, m a noi abbiamo il nostro aperitivo speciale al tramonto e quindi dobbiamo andare.

Ora basta parole lasciamo che questa immagine parli per noi…


Stefania Salvatore

#travelblogger

Zurigo: Christmas time

Zurich is a lovely city that is imbued with the spirit of Switzerland. The historic Old Town offers distinctive architectural styles and beautiful old religious structures. There are pubs and bars for a drink in between sightseeing expeditions, and also excellent restaurants where you can have some hearty Swiss cuisine.

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At night, the streets become centers of entertainment that showcase the city’s famous street artists and performers. In the famous Bahnhofstrasse of Zurich, you will find everything your heart desires — from delicious pastry shops to expensive designer stores and luxury watch shops. At any time of the year, this street is busy, but especially so in winter when the Christmas decorations and lights are hanging and the festive atmosphere of the holiday season prevails everywhere.

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We have shown the Christmas season in our blog, but the ideal time to engage in a tour of Zürich is between the months of June and August. This is when the normal temperature range shoots up to the mid 70s, making a dip in the lake conceivable. Nonetheless, summer’s warmer weather likewise makes it the most expensive season to visit. Yet even in the winter off-season, lodging rates still stay high in light of the adjacent skiing in the Swiss Alps. If you plan to visit in the spring or fall season, you may have the opportunity to discover affordable room rates, but will need to be prepared for the cold climate.

SWITZERLAND.GET NATURAL.

 

Stefania Salvatore

#travelblogger